26.05.2018

La rabbia: l’emozione che ci aiuta a difenderci

La rabbia è un'emozione primaria la quale ci permette di difenderci o di affermare noi stessi e le nostre ragioni, ma va gestita per non fare del male agli altri e a noi stessi

La rabbia, secondo Ekman, è una delle emozioni primarie fondamentali. Per primarie qui si intende universali. Cioè che si manifestano in modo universale in tutte le popolazioni del mondo, indipendentemente dalla cultura di appartenenza.
Questo significa che le emozioni primarie hanno una base essenzialmente biologica e neurofisiologica “forte”, cioè radicata >>

19.05.2018

La tristezza: l’emozione del raccoglimento

La tristezza è un'emozione fondamentale per comprendere l'esperienza di cambiamento o di perdita, ma anche per rivalutare la nostra vita

L’emozione della tristezza è tendenzialmente legata, oltre a fenomeni patologici come depressione, psicosi, bipolarismo, ad eventi luttuosi, di separazione, di perdita della speranza. È un’emozione diretta verso qualcosa.
Comunque la tristezza ha a che fare con le normali fasi evolutive dell’individuo, con i diversi passaggi da una fase all’altra della >>

12.05.2018

Top dog e Under dog: il carnefice e la vittima dentro di noi

Quando il dialogo che abbiamo con noi stessi ci divide in vittime e carnefici rimaniamo paralizzati nella nostra spontaneità, ma è possibile uscirne assecondando i nostri bisogni autentici.

L’autocritica nasce da un dialogo interno con noi stessi, nel quale siamo vittime e carnefici insieme.
Fritz Perls chiamava questo gioco interno al massacro “top dog” e “under dog”. Il “top dog” è il persecutore interno, il quale ci dice che cosa “dobbiamo” provare, che cosa dobbiamo fare, oppure dobbiamo >>

05.05.2018

Cambiare le emozioni con le parole

Le parole ci emozionano, ci convincono di qualcosa, ci spingono all'azione: scegliamole con cura per descrivere le nostre emozioni.

In un esperimento del Brookhaven National Laboratory, si è scoperto che l’uso continuo di parole negative causa un’alterazione significativa dei livelli ormonali e dei neurotrasmettitori. Quindi della biochimica del cervello. La visualizzazione della parola “no” per un secondo, stimolava il rilascio di cortisolo, l’ormone dello stress.
Questo significa >>

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