3 modi per amarsi

9 maggio, 2018

Sento spesso parlare di “amare se stessi”, di “volersi bene”, e via di seguito.

Eppure, difficilmente, quasi mai, riesco a comprendere che cosa si intende con queste parole: le quali, perlopiù rimangono delle parole vuote, vaghe, complicate, e senza qualche esercizio pratico, concreto ed efficace cui riferirsi.

Occorre dire innanzitutto che l’amare se stessi è un processo che si impara nel lungo periodo, e richiede un lungo lavoro interiore: bisogna “apprendere” ad amarci.

Se infatti, come prevalentemente accade, non ci siamo sentiti apprezzati e amati fin da bambini, è difficile che da adulti riusciamo ad entrare nell’ottica dell’amore perpetuo per noi stessi.

Come tutti gli apprendimenti, è necessario farlo diventare un’abitudine affinché sia efficace.

Molto banalmente amarsi è il primo appoggio concreto che possiamo dare a noi stessi per riuscire nella vita, per sentire di vivere pienamente e in un modo che abbia davvero un senso: ma anche per riuscire ad amare gli altri.

Chi confonde l’amore di sé con l’egoismo, infatti, scambia la chiusura narcisistica dell’io che si ripiega su di sé tentando di proteggersi da un mondo che ritiene ostile, con l’apertura del Sé che riconosce, apprezza e accoglie negli altri ciò che accetta e valorizza in se stesso, in quanto ha compreso che siamo tutti legati da fili invisibili. E che gli altri ci fanno da specchio.

Apprezzarci comunque e consolare noi stessi quando ci sentiamo sconfortati da un errore o da una sconfitta (o da ciò che percepiamo come tale); riconoscere delle specifiche qualità le quali ci hanno permesso di raggiungere dei piccoli, grandi risultati nel corso del tempo; comprendere le ragioni dei nostri “lati scomodi”, e soddisfare i bisogni ad essi sottesi senza per questo sentirci umiliati.

Bensì umili, e completi, autentici, per aver accolto una parte di noi importante, in quanto appunto nostra.

Come ha detto Jung infatti, «La vita per compiersi ha bisogno non della perfezione ma della completezza.
Di questa fa parte la “spina nel fianco”, la tolleranza dell’imperfezione, senza la quale non c’è né progresso né ascesa».

Rendere onore a noi stessi quando facciamo qualcosa che ci piace (senza per questo sentirci Dio), proteggerci e contenerci nel non giudizio quando ci sentiamo delusi e amareggiati (senza quindi fustigarci attraverso i sensi di colpa).

A grandi linee, tenendo conto della complessità inesauribile dell’argomento, possiamo dire che l’amore di sé si costituisce attraverso tutte queste caratteristiche e questi piccoli, grandi gesti quotidiani.

Ma vediamo ora qualche esercizio capace di agevolarci nell’apprendimento di questa fondamentale abitudine umana.

Louise Hay, in un suo libro, consiglia il suo esercizio più efficace: ripetere dentro di sé la breve frase “Approvo me stesso”, dalle 200 alle 300 volte al giorno.

Se ti sembrano troppe con la pratica vedrai che in pochi minuti avrai eseguito l’esercizio rivolgendoti all’altro te stesso che desidera essere consolato, amato e accolto, senza rendertene nemmeno conto.

Personalmente lo faccio tutti i giorni, e quando percepisco nei miei confronti un’offesa da parte di qualcuno, oppure un senso di sconfitta, senza riuscire a rispondere prontamente, mi viene automatico ripetere questo mantra davvero efficace.

In questo modo evito di giudicarmi, sostituendo a un’abitudine mentale deleteria una decisamente più utile. Subito dopo averlo fatto mi sento calmo, tranquillo, sereno.

Un altro esercizio. Prendi un foglio e stila una lista delle caratteristiche che ti hanno aiutato a stringere relazioni, a fare qualcosa di cui sei stato orgoglioso, oppure che ti hanno agevolato nel rialzarti quando sei caduto nel tuo percorso di vita.

Poi scrivi nello specifico “in che modo” ti hanno aiutato, e che cosa, specificamente, hai ottenuto, per ogni singolo ambito o argomento.

Quali persone e luoghi sono connessi con queste caratteristiche, e quali emozioni hai provato. Più sarai specifico più sentirai quelle caratteristiche come tue, e le potrai utilizzare in seguito nel momento del bisogno.

Infine, dopo aver scritto la tua lista, prendi il foglio delle tue caratteristiche positive e ad alta voce pronuncia la frase “Io sono…” e metti la caratteristica che ti contraddistingue subito dopo.

Quest’ultimo esercizio, molto potente ed efficace, si chiama “Videocamera dell’amore”.

Immagina di essere seduto davanti a una videocamera. Ora immagina di spostarti dalla parte della videocamera e di guardare te stesso seduto sulla sedia dalla parte della videocamera.

Adesso pensa a qualcuno che ti apprezza, prova affetto per te, e valorizza le tue caratteristiche: qualunque persona va bene, e se non te ne viene in mente nessuna inventane una tu.

Ora immagina di essere quella persona che prova affetto per te e ti apprezza per ciò che sei, e che ti guarda sulla sedia da dietro la videocamera.

Adesso che sei quella persona, che cosa provi mentre ti guardi? Che cosa ama in te questa persona?

Sperimenta la gioia dell’amore che essa ti trasmette, e fai caso al fatto che essa ti ama per ciò che sei, niente di più niente di meno.

Fai questo esercizio per un minuto o due, e poi lentamente ritorna sulla sedia fissando dentro di te l’amore che hai sperimentato.

Puoi svolgere questi esercizi quando vuoi, all’occorrenza.

Se desideri contattarmi per un colloquio attraverso il quale poter chiarire una situazione o superare un momento difficile, puoi farlo chiamandomi al 347720438, oppure scrivendomi una mail a omarmontecchiani78@hotmail.com.

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 © Omar Montecchiani

 

 

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