Chi sono

Mi chiamo Omar Montecchiani e sono un counselor professionista (Attività professionale di cui alla Legge 14/01/2013 n. 4) iscritto presso l’Associazione di categoria Reico n° 1156. Sono nato il 2 agosto del 1978 a Orvieto, e vivo a Todi, in Umbria.

Da alcuni anni mi impegno per far sì che le persone riescano a sviluppare il loro potenziale e ad esprimere ciò che vogliono veramente. A raggiungere obiettivi concreti e ben definiti, ma anche a chiarire situazioni e rapporti che molti di noi vivono con difficoltà, trovando nuove strade da percorrere.

La mia storia

Spirito inquieto e ribelle, dopo un’infanzia senza troppi scossoni abbandono gli studi superiori a 16 anni iniziando a lavorare con mio padre nel settore edile.

Fin da subito, seppur effettuando questa scelta a partire dal rifiuto delle autorità costituite e di una educazione accademica castrante, mi rendo conto di aver commesso un errore: quello cioè di essermi allontanato dai sentieri della conoscenza che in seguito mi avrebbero portato alla scoperta del mio vero Sé.

In questi anni, tuttavia, nel mio intimo inizio una ricerca più o meno consapevole della verità entrando a far parte di alcuni circoli di comunione e condivisione spirituale, incontrando diverse persone cosiddette “illuminate” sul mio cammino. Persone speciali, dalla mentalità aperta su altri mondi ed esperienze, le quali permettono di confrontarmi le realtà esoteriche, mistiche, spirituali, psicologiche ed esistenziali, che mi destabilizzano e al medesimo tempo mi affascinano. Al punto tale da spingermi ad approfondire aspetti della mia interiorità e della realtà, mai indagati prima, e a riprendere gli studi interrotti. 

La cultura diventa, a questo punto, lo strumento principe attraverso il quale incomincio a dissetare la mia sete di conoscenza ed esplorazione della realtà del mondo e degli esseri umani. Aiutandomi così a tracciare una prima geografia della mia anima, e intessendo quel vuoto esistenziale che da sempre ho sentito lacerato.

Un vuoto che mi ha spinto a scoprire di più, ad andare oltre le apparenze e le maschere di una società dedita ai consumi, e a rapporti umani fatti di indifferenza ed egoismo, che a quel tempo rifiutavo con forza e sdegno.

Inizio così a leggere tutti i classici della letteratura che trovo sottomano: i grandi testi della filosofia, dell’esoterismo, di poesia e psicologia. Condivido nei circoli di cui faccio parte esperienze profonde ed estreme tipiche di un’adolescenza inquieta, segnata da forti contrasti familiari, conflitti sociali e relazionali. Ideali di libertà ed evoluzione esistenziale non compresi. Emozioni incomunicabili. 

A vent’anni, nel 1998, inizio un percorso di arti marziali nel quale mi impegno con dedizione e passione viscerale. Ancora una volta cerco di dare ordine al caos e all’inquietudine che abitano in me.

Un giorno vengo invitato dal mio maestro a iscrivermi a un’importante ritiro religioso di diversi giorni.

Un passaggio rilevante, nel quale i miei dubbi e perplessità riguardanti il lato spirituale della realtà umana si acuiscono piuttosto che placarsi.

Anche qui, diverse autorità religiose tentano di imbrigliare in una dottrina prestabilita quello che io da sempre intuisco come un anelito umano naturale e originario: il desiderio dell’uomo di conoscersi e al medesimo tempo scoprire il divino che è in lui e in ogni cosa.

Nel 2001 i miei genitori si separano.

Mi sento impotente, frustrato e arrabbiato, deluso e al medesimo tempo desideroso di avere risposte dalla vita e da me stesso. 

Dopo anni di pratica marziale, decido di ricominciare ufficialmente gli studi, frequentando un corso serale di scuole superiori.

Attraverso la forza dell’orgoglio e la volontà di riscattarmi socialmente (ma anche a partire dalla passione per la cultura che condivido con i miei compagni), per quattro anni, cinque giorni alla settimana e lavorando a tempo pieno, fin dopo cena, completo con tenacia il percorso diplomandomi nel 2006.

Nel 2003 il lutto improvviso e drammatico di uno dei miei maestri di vita mi sconvolge in profondità.

Parto da solo per un viaggio in Brasile alla ricerca di qualche cosa che intuisco solo vagamente. Appena tornato, per un anno decido di affrontare un percorso di sviluppo personale con una psichiatra junghiana e maestra di Yoga.

Dopo il diploma, nel 2006, mi iscrivo subito all’Università al corso di Filosofia.

Conosco persone meravigliose, compagni di studi che, seppure più giovani di me e con meno esperienze di vita, mi aiutano a condividere dubbi, perplessità, angosce. Ma naturalmente anche la gioia e il desiderio di comprendere sempre più a fondo l’essere umano e il mondo, attraverso gli strumenti fondamentali della filosofia.

Mi appassiono all’esistenzialismo e alle questioni del nichilismo e della morte di Dio (rivolgendomi naturalmente anche ad altre discipline, al di fuori di quelle accademiche). Concludo il mio viaggio universitario laureandomi nel 2010 con una tesi in filosofia estetica dal titolo “La nascita della tragedia tra Nietzsche e Schopenhauer”.

Nel 2008 una professoressa, dopo un esame, mi propone di frequentare una residenza deputata alla cura dei disturbi del comportamento alimentare nella quale lavora in veste di consulente filosofico.

Mi sento attratto dalla materia e dalle persone che incontro in quell’ambiente, finendo così per accompagnare come volontario, per diversi anni, insieme ad altri professionisti, i ragazzi che soffrono di tali disagi nel loro percorso di riscoperta di sé.

Sono affascinato dall’enigma di una patologia nella quale il corpo diventa il centro problematico di relazioni d’amore ferite, di desideri contrastati, e di un rapporto ambivalente con il senso di responsabilità e la paura d’amare. Di vivere. Lacerazioni che mi riguardano intimamente.

Nel 2011 inizio un master di un anno molto intenso in disturbi del comportamento alimentare organizzato dalla residenza che frequento.

Questa formazione mi permette di indagare il mio rapporto con quegli aspetti del disturbo che, in qualche modo, risuonano dentro di me, seppure non a livello patologico: narcisismo, dipendenza, rabbia repressa, incertezza psichica, fragilità esistenziale, conflitti interiori. 

Dopo una improvvisa rivelazione interiore a seguito di una problematica emotiva e relazionale, comincio un intenso percorso di sviluppo che durerà due anni, con una psicologa ad orientamento freudiano. Torno alle mie ferite infantili, ma anche esistenziali. Alla inaccettazione di un amore mai avuto, al falso sé che ho combattuto con tutte le mie forze e che al medesimo tempo mi ha piegato, logorato, lasciando che mi immergessi in realtà fittizie che non desideravo vivere fino in fondo. Ma dalle quali non riuscivo a sganciarmi.

Ho circumnavigato con dolore le trame dei miei vuoti interiori e dei miei bisogni irrisolti; comprendendo sia i punti deboli che i punti di forza della mia persona. E alla fine ne sono uscito vincitore.

Ho realizzato che, effettivamente, non possiamo pretendere nulla dagli altri di ciò che non possiamo accettare di dare a noi stessi da soli. Mi è divenuto chiaro, finalmente, che ogni conflitto con le altre persone e con le diverse realtà esterne, altro non è che un riflesso inconsapevole di un conflitto che stentiamo a riconoscere in noi. Per paura della solitudine, di non essere compresi e riconosciuti dagli altri. 

Ho compreso che scegliamo noi di vivere in un modo, piuttosto che in un altro, qualsiasi situazione: a partire dai nostri programmi mentali, dalle emozioni incancrenite da un bisogno d’amore non riconosciuto, da schemi abitudinari e convinzioni mai messi in discussione per paura di cadere nel vuoto.

Ma è proprio il vuoto che ci attende se non prendiamo sulle spalle la responsabilità fondamentale: quella di capire che, alla fine, non c’è nulla che gli altri possano fare per noi se non siamo noi, per primi, a compiere alcuni piccoli gesti d’amore quotidiani per la nostra anima.

Siamo noi a doverci comprendere e accettare nella nostra perfetta imperfezione, e trasformare così le nostre vite scegliendo cosa aderisce maggiormente alla nostra intimità. 

Terminato il master nel 2012 con una tesi dal titolo “L’anoressia mentale e la pulsione di morte”, pur continuando a frequentare la residenza decido di concretizzare ancora di più i miei strumenti e conoscenze iniziando un ulteriore master triennale in counseling a orientamento gestaltico integrato.

Anche qui conosco persone stupende che mi accompagnano durante questo lungo viaggio fatto di supervisioni, scambi emotivi intensi, empatia, e condivisione di gioie e dolori.

Durante la formazione per un anno frequento un gruppo di sviluppo personale con due counselor a orientamento gestaltico.

Un viaggio duro il quale tuttavia mi permette di focalizzare ancora di più il fatto che, se non si lavora su se stessi, se non si sa come gestire le proprie emozioni e ferite originarie, non è possibile comprendere gli altri, né lavorare insieme a loro.

Dopo essermi impegnato a fondo su di me; dopo aver acquisito strumenti e strategie personali per gestire me stesso, con grandi sforzi e altrettante gratificazioni mi sono trovato così a interiorizzare metodi e tecniche, ma soprattutto modi di essere, che possano aiutare gli altri a ritrovare loro stessi. 

A questo punto ho un’intuizione piena dei miei desideri e della mia mission: capisco che è questo ciò che voglio fare nella vita. Accompagnare le persone, attraverso l’ascolto e la comprensione, verso una maggiore consapevolezza di sé, e quindi verso un maggiore benessere.

Accompagnarle nella chiarificazione di ciò che desiderano autenticamente, così da imboccare la strada dell’autorealizzazione. Nella speranza di donare agli altri ciò che ho compreso mediante le mie stesse esperienze e cambiamenti di vita, ma anche attraverso gli strumenti formativi ai quali continuo a dedicarmi, e che tanto mi hanno dato in termini di comprensione di ciò che sono e posso ancora diventare. 

Guardandomi indietro, osservo che i miei amici si sono confidati spesso con me per le cose più intime e delicate, condividendo le loro paure, i loro desideri e i loro sogni. In sostanza, sono consapevole di essere stato da sempre incline ad aiutare le persone a comprendersi, e del fatto che attraevo spontaneamente coloro i quali erano propensi a volersi comprendere più a fondo.

Dovevo solo far emergere questa consapevolezza e acquisire gli strumenti giusti per farne una professione.

Alla fine del master in counseling (2015), mi diplomo con una tesi dal titolo “Emozioni e consapevolezza di sé. Un percorso fenomenologico-esistenziale”, dopo aver svolto un tirocinio di tre mesi nel quale ho sviluppato un progetto di 10 incontri conducendo laboratori filosofico-espressivi con diversi ragazzi, per la rialfabetizzazione emotiva nei gruppi di adolescenti.

 

Dopo il master, ma anche durante, ho svolto numerosi corsi intermedi riconosciuti a livello nazionale e internazionale (sia tecnici che di sviluppo personale), nei quali ho acquisito diversi strumenti operativi che vanno dalla pnl al focusing, dalla Gestalt all’approccio umanistico-esistenziale, dal training autogeno alla bioenergetica; e relativi a diversi ambiti: empatia, accompagnamento al lutto, ascolto attivo, comunicazione assertiva e positiva, espressione creativa delle risorse, scioglimento dei conflitti, consapevolezza, il lavoro attraverso il corpo ecc.

Nel corso di questi anni ho dato inoltre spazio alla mia grande passione per la scrittura e la ricerca, pubblicando vari articoli su riviste nazionali di psicologia, filosofia e cultura generale. 

Nel 2016 esce un libro del quale sono co-autore: “Il counseling corporeo. La voce del corpo nella relazione di aiuto”, Edizioni Enea (Milano). 

Dal 2014 mi sono appassionato alla conoscenza delle scienze esoteriche e agli aspetti transpersonali, spirituali, dell’essere umano, approfondendo in particolare lo studio della psicologia analitica di Carl Gustav Jung.

Dal 2017 sono in formazione continua presso l’Associazione Cliné, con la quale continuo ad approfondire le varie pratiche e tecniche corporee e bioenergetiche supervisionato da psicologi e psicoterapeuti di altissimo livello. 

Attualmente, sia in Umbria che nelle Marche, effettuo corsi, conferenze e presentazioni, interventi, riguardanti l’anima, il processo di individuazione e l’alchimia, l’autenticità e lo sviluppo di sé, il corpo vivente, e in generale gli aspetti più sottili e profondi dell’esistenza umana.  

Dal 2017 ad oggi sto continuando ovviamente il mio percorso di sviluppo personale con uno psicoterapeuta analitico-bioenergetico. Non si finisce mai di conoscersi e di integrare il proprio Sé.

Amo definirmi un “orientatore esistenziale”: un professionista capace di agevolare la persona nel processo di consapevolezza di sé e dei rapporti con gli altri, all’interno dei normali e concreti momenti di transizione generazionale; nella gestione dei conflitti con il partner e le altre persone; nel facilitare il recupero delle risorse; nel prendere coscienza di ciò che si desidera autenticamente, così da favorire il raggiungimento di obiettivi congrui con la propria visione della vita, i propri bisogni e valori, e aumentare quindi il benessere generale dell’individuo. 

Queste esperienze che ti ho raccontato mi hanno insegnato che, nonostante le difficoltà e gli ostacoli, è sempre possibile ricominciare a esplorare e a riscoprire la propria vita secondo esperienze di libertà interiore sempre più piene e gratificanti. La mia mission è quella di trasmettere alle persone – secondo le mappe mentali di ognuno – la capacità di auto aiutarmi che ho acquisito nel corso del tempo, la determinazione nel raggiungere gli obiettivi che valgono veramente, la fiducia e l’amore per la vita stessa. 

Qual è il mio stile e la mia filosofia come professionista?

Ogni esperienza che viviamo si esprime nel corpo prima che nella mente: sotto forma di emozioni e tensioni somatiche, un certo tipo di respirazione, posture, atteggiamenti ed espressioni non verbali. Lavorare attraverso gli strumenti della mediazione corporea quindi, rappresenta per me uno degli approcci più efficaci e rapidi per accedere alla consapevolezza di sé, al cambiamento e alla crescita personale.

La mia visione dell’uomo è comunque olistica. Se gli strumenti che prediligo sono quelli del body work – attenzione al respiro, espressione corporea, verbalizzazione dei propri sentimenti, sensazioni e pensieri, consapevolezza posturale etc. – ciò che può portare l’individuo verso un autentico benessere è operare secondo un’ottica di integrazione tra mente e corpo, creando una possibile armonia tra desideri, emozioni, comportamenti e valori, in relazione all’ambiente in cui viviamo.

Ricevo previo appuntamento sia in Umbria che nelle Marche.

Dicono di me

 

 

È stato un corso interessante, all’altezza delle aspettative, 

al tempo stesso rilassante e stimolante, con il giusto equilibrio 

tra approfondimenti teorici ed esercizi pratici. 

Omar è stato molto disponibile nel guidarci e accompagnarci 

anche al di fuori degli incontri, con l’invio di e-mail e 

informazioni utili, coordinando il corso e il follow up delle lezioni 

in maniera organica, solerte ed efficiente, per darci tutti 

gli strumenti necessari per coadiuvare e sostenere la pratica. 

Una bella esperienza.”

Alessandra De Angelis

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