Come liberarsi dal giudizio degli altri

Come liberarsi dal giudizio degli altri

12 agosto, 2018

Una delle forme peggiori di “intossicazione dell’anima” è sicuramente il giudizio degli altri.

Tutti noi veniamo giudicati dalle persone che ci sono intorno e dalla società in generale fin da bambini, e quindi è piuttosto normale sentirsi sotto scacco, in colpa, oppure con un senso di inferiorità e di impotenza a causa dei giudizi che vengono espressi nei nostri confronti.

Di cosa parliamo esattamente quando parliamo di giudizio? E come si esprime?

Di solito si divide la critica che qualcuno ci fa su un’azione che stiamo compiendo, dal giudizio sulla nostra persona, e quindi sull’identità.

Se ad esempio mentre stiamo svolgendo un compito un nostro superiore ci dice “Quello che stai facendo è sbagliato”, oppure, meglio ancora, “Quella che stai facendo è una cosa stupida”, non sta giudicando noi, ma sta criticando il modo in cui svolgiamo un compito.

Altra cosa è se ci viene detto “Sei uno stupido”. Prova a paragonare le due frasi, a dirle dentro di te e a sentire se l’effetto è lo stesso.

Un’azione è modificabile, mentre è molto più difficile modificare l’identità nel suo complesso. E infatti ci sentiamo schiacciati dal giudizio sulla nostra persona, e spesso non sappiamo come rispondere se non aggressivamente oppure ritirandoci in modo passivo.

Uno dei modi per lasciarsi scivolare di dosso il giudizio degli altri è porsi questa domanda: “La persona che mi sta giudicando, ha la mia stima?”

Se ci rispondiamo di no, valuteremo il suo giudizio su di noi come un’inezia, una sua proiezione o fissazione, e quindi ci toccherà sicuramente di meno.

Se ci rispondiamo che di si avremo trovato una buona occasione per migliorare noi stessi chiedendoci che cosa di quel giudizio ci sta toccando.

Infatti, se non dessimo un certo valore a ciò che l’altro dice o alla sua persona, quel giudizio non ci toccherebbe minimamente o quasi.

È l’intensità del rimuginio mentale successivo che fa da cartina tornasole rispetto al valore che attribuiamo alle parole altrui. A volte infatti ci sentiamo talmente feriti dal giudizio degli altri che continuiamo a pensarci per interi giorni o settimane.

Un altro metodo è quello di cambiare il nostro stesso dialogo interno.

Di solito infatti quando veniamo giudicati ci giudichiamo a nostra volta, sminuendo la nostra persona, svalutandoci, sentendoci in colpa e via di seguito.

Possiamo per esempio sorprenderci in un dialogo interno di questo genere: “Ha ragione Mario a dire che sono un incapace, non sono stato capace di fare niente nella vita”.

È importante rovesciare questo stesso autogiudizio, ricordando a noi stessi quella volta in cui siamo stati capaci di fare qualcosa che ci è venuta veramente bene.

È impossibile che non ci sia stata nemmeno una volta nella vita che non abbiamo fatto almeno una cosa per noi positiva.

Un esame andato bene, la patente, un rapporto, un compito di lavoro, una mansione quotidiana e via di seguito.

Oltre che ricordarcelo nei particolari dobbiamo dicendocelo verbalmente, sostituendo il dialogo interno giudicante e negativo con uno valorizzante positivo: “Sono stato veramente in gamba quella volta in cui ho fatto questo”.

Il giudizio sulla persona, generalizzante al massimo, come puoi vedere è stato ridimensionato globalmente riportandolo a un episodio positivo collocato concretamente in un frammento specifico di tempo.

In PNL si parla di fare “chunking down”, cioè suddividere un macro giudizio totalmente astratto e campato per aria (generalizzazione), in questo caso, in blocchi più piccoli realistici e concreti.

Valorizzando in questo caso la persona invece che svalutarla.

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© Omar Montecchiani

Strategie per il cambiamento
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