La gioia: l’emozione che ci rende leggeri

La gioia: l’emozione che ci rende leggeri

2 giugno, 2018

La gioia come dice Borgna è un’emozione friabile, impalpabile, eppure può essere allo stesso tempo molto intensa (Borgna, 2001).

Tendenzialmente, possiamo provare gioia per qualche risultato raggiunto, per un obiettivo portato a termine, per la realizzazione di qualcosa che ci corrisponde in modo intimo. 

Un esame superato, un acquisto, un lavoro che ci piace molto, l’incontro con una persona che amiamo, e via di seguito.

La gioia è un’emozione improvvisa e intensa, la quale tuttavia brucia rapidamente in noi.

Ricordo che provai una gioia intensissima quando, girando per una libreria della mia città, mi girai e vidi improvvisamente il mio libro, del tutto inatteso, in bella vista sullo scaffale.

Si differenzia dall’entusiasmo perché noi possiamo sentirci entusiasti durante la realizzazione di qualcosa, per sentirci motivati a compierla. Proviamo invece gioia tendenzialmente solo dopo aver raggiunto qualcosa. La speranza, mista all’attesa, si può provare invece prima. La felicità invece può essere più lunga temporalmente della gioia, e può essere meno intensa. 

La gioia può essere provata anche in contesti che invitano alla condivisione, e in questo caso serve proprio a questo. Quando condividiamo qualcosa che ci fa felici con qualcuno che amiamo, proviamo una gioia intensa.

Naturalmente, possiamo gioire anche per la sconfitta di un nemico, per la disfatta di qualcuno o qualcosa. Tuttavia, in questo caso la gioia è frammista al risentimento e all’odio, e quindi non rappresenta un’emozione che rigenera e amplia la visione della persona.

La gioia promuove fisicamente un’apertura del corpo, in netta contrapposizione con la tristezza, che invita al ripiegamento della postura.

Gli occhi si spalancano in un grande sorriso, così come la bocca. Il viso si distende e diventa più ampio. Il respiro si allarga, il cuore batte più forte, le spalle si aprono e il petto si gonfia.

Tendenzialmente, l’emozione della gioia occupa la parte superiore del corpo. Questo ampliamento ci invita all’accoglimento di ciò che ci fa piacere e che amiamo fare. 

La gioia è alla base dell’ottimismo, e può aiutarci ad uscire da uno stato di abbattimento, oppure da un pensiero negativo che ci siamo tirati dietro per tanto tempo.

Inoltre, è attraverso uno stato gioioso che possiamo apprendere meglio, imparare nuove informazioni e competenze con più rapidità rispetto a uno stato di attenzione concentrata in in cui vige la serietà e la noia. 

Emozione effimera e intensa, la gioia può essere in qualche modo allenata, diventando una specie di droga naturale capace di darci la carica per andare avanti in modo più positivo nella vita.

In che modo? Facendo quello che ci piace fare, e ripetendo l’esperimento anche a partire da piccoli avvenimenti di condivisione e di piacere. 

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© Omar Montecchiani

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