L’intelligenza emotiva al servizio dell’eccellenza

3 Marzo, 2019

Tutto il pensiero occidentale, tutta la cultura di massa e i canali di comunicazione che utilizziamo ogni giorno, si basano sull’idea distorta secondo la quale la razionalità e il pensiero analitico, calcolante, possa risolvere ogni problema.

Abbiamo sempre più fame di informazioni, ad esempio, a partire dalla convinzione che più diventiamo colti e competenti, più riusciremo a superare le nostre difficoltà o a raggiungere i nostri obiettivi.

Questo è chiaramente un tentativo di controllo, per l’appunto della mente razionale. È la ragione infatti che, servendosi della logica, la quale procede secondo un metodo causale, cerca di imbrigliare informazioni secondo schemi predefiniti.

Al fine di produrre in noi una certa sicurezza fatta di certezze metodologiche e idee cristallizzate.

In realtà, come sappiamo ormai in modo indiscutibile dalle neuroscienze, sono le nostre emozioni e la nostra intelligenza emotiva ad aiutarci nelle scelte di tutti i giorni, e a organizzare la nostra vita.

Persone le quali hanno subito delle lesioni in zone del cervello deputate all’attivazione emozionale, seppur comprendendo quali azioni dovevano compiere, non riuscivano a decidere nemmeno cosa mangiare per pranzo o per cena.

Certamente la razionalità può renderci capaci di svolgere un determinato lavoro, acquisendo competenze tecniche e pratiche.

Ad esempio, per progettare e far costruire una casa devo laurearmi in architettura; per suonare in un’orchestra dovrò imparare a suonare uno strumento prendendo lezioni di musica; per diventare editore dovrò formarmi in quel settore, facendo pratica in una casa editrice, e via di seguito.

Ma l’eccellenza, la quale si raggiunge attraverso la creatività, la leadership, l’intuizione geniale, e la capacità di entrare in relazione con gli altri in modo efficace, ha bisogno di qualità emotive.

In altre parole, dobbiamo saper gestire le nostre emozioni per diventare davvero bravi in quello che facciamo.

Occorre considerare inoltre che qualsiasi lavoro possiamo svolgere, o attività umana, avremo sempre a che fare con situazioni in cui ci relazioneremo a delle persone. E le relazioni si stabiliscono attraverso le nostre emozioni. Simpatia, antipatia, fiducia, affetto, e via di seguito.

Prima scegliamo con la pancia, e solo dopo razionalizziamo queste scelte.

Imparare a gestire le proprie emozioni, significa dunque apprendere delle abilità capaci di aiutarci a migliorare noi stessi e la nostra vita.

Qui di seguito ti mostro dunque qualche strumento di intelligenza emotiva che puoi mettere subito in pratica per aumentarla.

  • Per prima cosa diventa consapevole di ciò che provi in questo momento. Quando senti un’emozione, chiediti che emozione è, prestando particolare attenzione al tuo corpo.
  • Poi chiediti che cosa ha scatenato la tua emozione, cioè che cosa è accaduto prima che si verificasse. I pensieri che hai avuto ad esempio, prima dell’emergere dell’emozione.
  • Ora chiediti in che modo, attraverso quali sensazioni, si manifesta l’emozione nel tuo corpo. Una tensione, una pressione, calore, e via di seguito.
  • Infine, fai caso a quanto durano le tue emozioni. E per quale motivo sono terminate.

Scrivi tutto su un foglio.

Anche solo questo può bastare per renderti un po’ più abile nel riconoscere, consapevolizzare e comprendere, ciò che senti.

So quanto è difficile esercitarsi da soli a partire dalla lettura di un articolo. È un po’ come fare palestra a casa: si perde la motivazione e si finisce col non fare nulla o quasi.

Quindi se vuoi affrontare una situazione per te difficile, nella quale non sai decidere che cosa fare o come comportarti, chiamami al numero 3477120438, oppure scrivimi una mail.

Senza alcun impegno.

©  Omar Montecchiani

Commenti

commenti

Strategie per il cambiamento
Menu