Non possiamo piacere a tutti

Non possiamo piacere a tutti

25 agosto, 2018

Una delle più grandi trappole che il nostro ego mette in atto è quella di voler piacere a tutti a qualunque costo.

Rispetto a questo tema, ti porto due riflessioni diverse e complementari.

La prima è che il bisogno di vicinanza, di amore e di comprensione da parte degli altri, è un bisogno innato nell’uomo, il quale si sviluppa a partire fin dalla più tenera età.

Questa specie di programma interno è inizialmente fondamentale per poter crescere, comprendere noi stessi, e capire allo stesso tempo gli altri sviluppando empatia e capacità sociali.

Dopodiché, quando cresciamo ci rendiamo conto di essere autosufficienti, e che abbiamo un valore indipendentemente dal riconoscimento costante altrui.

Quello che facciamo con passione ci gratifica di per sé e ci fa provare gioia dandoci una certa motivazione a proseguire.

Come forse avrai già pensato, c’è da considerare che è piuttosto normale che il riconoscimento dell’altro ci faccia comunque piacere.

Quando ad esempio sviluppiamo un bel progetto di lavoro che viene apprezzato dai colleghi o dal nostro capo; oppure quando facciamo vedere un oggetto che abbiamo acquistato al nostro partner; oppure quando, in generale, otteniamo dei risultati che vogliamo condividere con le persone che amiamo.

Tutto questo è normalissimo.

Tuttavia, il punto dolente è quando ci si aspetta costantemente, come ho sottolineato prima, che gli altri riconoscano favorevolmente i nostri atteggiamenti, la nostra persona, le nostre passioni, lavoro, obiettivi raggiunti.

E quando ci rivolgiamo non solo alle persone con le quali abbiamo un rapporto stretto, ma andiamo oltre investendo di queste aspettative anche gli sconosciuti.

Gli altri non hanno alcun obbligo di rispondere alle nostre aspettative di riconoscimento, ed è segno di maturità accettare la separazione tra queste due cose.

Questo desiderio capita più spesso quando, in periodi di forte stress nei quali siamo sotto pressione, vogliamo essere approvati dalle persone che ci circondano ma non solo.

Ti riconosci in questa situazione, non è vero?

Vogliamo piacere a tutti a tutti i costi.   

In realtà, probabilmente, più che piacere a qualcuno forse abbiamo bisogno di sentirci appoggiati, amati, coccolati. In una parola, sostenuti.

Purtroppo si scambiano facilmente le due cose quando la nostra autostima è a terra.

L’altra riflessione, complementare alla precedente la quale si fonda su una mancanza da parte nostra, momentanea o meno, in termini di autostima, è quella relativa invece alla nostra unicità.

È una riflessione quindi “positiva”.

Essendo ogni persona unica in se stessa, sia per educazione che per temperamento, che per convinzioni sviluppate e per carattere, va da sé che è impossibile poter piacere a tutti.

Perché solo alcune persone potranno rispecchiarsi in quello che sei, nel tuo modo di essere e in quello che fai, nelle tue passioni, lavoro, talenti, e modi di fare.

Ad alcuni si creeranno delle risonanze a contatto con te, e ad altri no. Non bisogna farne un dramma.

Anzi, occorre valorizzare la propria unicità e specificità.

E ti dirò di più: non è nemmeno auspicabile che tu possa piacere a tutti.

Piacere a tutti significa non piacere a nessuno, perché che si è tutto e niente.

Questo potrebbe significare cioè che non hai ancora trovato le tue caratteristiche specifiche, sia a livello di identità, a livello di passioni, inclinazioni, capacità. 

Nel mio libro ad esempio ti propongo un esercizio specifico per trovare il tuo daimon, il tuo talento nascosto.

Quello che è davvero importante capire in questi casi di ricerca ostinata di approvazione altrui, è quali tipi di bisogni chiedono soddisfazione.

E comprendere soprattutto il fatto che il non piacere a tutti è, tutto sommato, un buon segno, rispetto all’aver trovato la propria strada, il proprio autentico Sé.

 

 

 

 

 

© Omar Montecchiani

 

 

 

 

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