Per cambiare la realtà dobbiamo cambiare prospettiva

20 Gennaio, 2019

La realtà è una questione di prospettiva. E quindi cambiando prospettiva, si cambia la realtà.

Questo è un dato di fatto ormai assodato sia dalla scienza che dalla cultura umanistica.

Noi percepiamo solo una parte della realtà che viviamo.

E tuttavia, dato che questa percezione parziale avviene momento per momento e coinvolge la nostra coscienza interamente, abbiamo l’impressione, errata, che la nostra esperienza rappresenti la totalità della situazione nella quale siamo immersi.

E che sia, inoltre, oggettiva.

Come sappiamo non è né l’una né l’altra. Allora, cambiando prospettiva possiamo cambiare il nostro modo di vivere e percepire la realtà.

Una pioggia abbondante può essere un evento negativo per chi si è dimenticato l’ombrello e deve correre a prendere l’autobus, e un evento positivo per un agricoltore che vede le sue coltivazioni arse dal sole.

Non esiste un evento positivo o negativo in sé. Esiste il contesto nel quale avviene qualcosa e la nostra prospettiva su di essa.

In che modo possiamo cambiare prospettiva? Sostanzialmente in due maniere.

La prima è quella di inserire un avvenimento o un comportamento per noi spiacevole, in un contesto diverso da quello originario nel quale possa avere una funzione positiva. Questo viene chiamato reincorniciamento di contesto (context reframe).

Quando ad esempio ci capita di aver paura di qualcuno che ci urla contro, e la paura in questo caso ci paralizza, noi stiamo male.

Tuttavia, potremmo pensare che la paura, successivamente, ci servirà per renderci più scaltri e attenti, più svegli e reattivi, rispetto alle nostre prossime esperienze in altre situazioni.

Quando ci arrabbiamo perché non ci siamo sentiti supportati al lavoro dai nostri colleghi, e questo ci rende mal disposti nei loro confronti, potremmo pensare che la rabbia che proviamo potrebbe essere espressa per difenderci da qualcuno che ci attacca in un’altra situazione.

Se qualcuno viceversa è piuttosto incoerente o ambiguo nei nostri confronti, prima di pensare che ce l’ha con noi potremmo immaginare che forse ha problemi economici a casa, o magari qualche familiare che deve seguire il quale sta male.

Abbiamo cambiato il contesto, e in questo modo cambiamo la prospettiva sull’evento e di conseguenza gestiamo meglio le nostre emozioni.

Un altro modo è quello di reincorciare il contenuto (content reframe), in modo da vedere qualcosa di positivo in qualcosa che a prima vista ci appare come negativo.

Ad esempio: se siamo in ritardo per una riunione, invece di sentirci stressati per questo peggiorando la situazione, possiamo pensare che il ritardo potrà permetterci di essere maggiormente ricordati dai partecipanti.

Oppure di evitare di sentire il discorso noioso di qualche collega.

Se non riusciamo a concludere un progetto perché percepiamo un sovraccarico, invece di sentire solo la delusione, potremmo pensare che questa potrebbe essere una buona occasione per prenderci cura di noi stessi staccando dal lavoro.

Un amico che ci risponde in modo aggressivo, potrebbe avere bisogno della nostra attenzione, del nostro aiuto, e non per forza avercela con noi.

Il cambio di contesto o di contenuto sono solo due dei modi attraverso i quali possiamo gestire meglio ciò che proviamo, i nostri comportamenti o quelli degli altri.

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© Omar Montecchiani

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