Prendere le distanze per vivere meglio (seconda parte)

Prendere le distanze per vivere meglio (seconda parte)

7 aprile, 2018

Nell’articolo precedente sul distacco, cioè sul prendere le distanze da persone o situazioni per noi negative, tossiche, ho approfondito un discorso secondo me fondamentale.

E cioè il fatto che questa locuzione, “prendere le distanze”, rappresenta un’affermazione la quale per metà rimanda a una metafora psichica, secondo la quale è necessario per noi, a volte, proteggerci emotivamente per non soffrire di fronte alla realtà.

Dall’altra, che essa è più di una semplice metafora, bensì un atteggiamento vero e proprio, una specie di azione. L’espressione riguardante la distanza, rimanda infatti allo spazio concreto, alla percezione (“occhio non vede, cuore non duole), e al medesimo tempo alle emozioni.

Le emozioni sono un fenomeno a metà tra la dimensione psichica e la dimensione corporea: nel mio nuovo libro ne parlo approfonditamente e suggerisco diverse tecniche per disinnescare le emozioni e gestirle nel miglior modo possibile.

Questo significa che se la dimensione corporea agisce sulla sfera psichica, mentale, al medesimo tempo la sfera mentale può influenzare la dimensione corporea, e quindi le emozioni stesse.

Ciò che pensiamo e come lo pensiamo, si è strutturato parallelamente a delle tracce cerebrali, createsi attraverso processi neurali sottostanti.

Ma viceversa, come dimostrano gli ultimi studi neuroscientifici riguardanti la mindfulness  http://www.stateofmind.it/2015/09/cambiamenti-neurologici-mindfulness/ , la meditazione ecc., un diverso atteggiamento mentale produce una modificazione sostanziale dell’architettura del cervello.

È anche ovvio che, essendo la realtà una ricostruzione a posteriori del nostro mente-cervello, tutti i fatti che viviamo in un certo modo, cioè che ricostruiamo in una determinata maniera dentro di noi, e che ci fanno vivere certe emozioni, possono essere modificati riorganizzando una nuova realtà interiore più piacevole e funzionale.

In questa seconda parte ti propongo un nuovo esercizio sulla messa a distanza di una realtà che ci fa stare male. Ci occuperemo del cambiamento delle submodalità, le quali sono uno strumento importantissimo della PNL, un metodo nel quale sono specializzato e che uso abitualmente sia su di me proponendolo anche ai miei clienti.

1) Siediti comodamente poggiando bene a terra i piedi. Metti le mani sulle ginocchia e comincia a respirare fluidamente. Ascolta il tuo respiro naturale per un minuto. Ascolta le tue sensazioni corporee, poi fai tre respiri profondi per scaricare a terra la tensione. Ora, chiudi gli occhi e immagina davanti a te, nella tua stanza, la persona o la situazione che ti crea qualche tipo di problema. Provi malessere, frustrazione, disagio? Come ti appare questa persona o situazione? Se è una persona, ti schernisce, ti aggredisce? È grande? Come si veste? La sua immagine è vicina o lontana da te? Ora prova a rimpicciolire l’immagine o ad allontanarla da te. Che effetto ti fa? Prova a scurire l’immagine, a renderla confusa, fino a farla diventare irriconoscibile ai tuoi stessi occhi. Se l’immagine ti continua a infastidire anche così, prova a cambiare la voce della persona o delle persone riguardanti la situazione, rendendola ridicola come se fosse quella di un personaggio di un fumetto. Oppure allontanala fino a non sentirla più o quasi. Che effetto ti fa ora? Ora riapri gli occhi e ripensa alla situazione: senti di reagire emotivamente alla stessa maniera? Se senti che le tue emozioni sono più fredde rispetto alla persona/situazione, allora l’esercizio ha funzionato.

Se desideri intraprendere un percorso di sviluppo personale con me, chiamami per un colloquio al 3477120438, sarò ben felice di ascoltarti: stabiliremo insieme i passi da fare per soddisfare tutti i tuoi bisogni e raggiungere i tuoi obiettivi.

 

© Omar Montecchiani

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