Riusciamo a stare senza cellulare?

Riusciamo a stare senza cellulare?

9 maggio, 2018

La risposta alla domanda del titolo dell’articolo è, molto probabilmente, un laconico “no”.

In metropolitana, al bar, durante una cena con amici, da soli in casa, al cinema, in macchina mentre guidiamo. Ci perdiamo nel nostro cellulare per moltissime ore al giorno.

Ci sono dei dati statistici i quali indicano che in media ci connettiamo ogni due minuti per controllare i social e ogni 5 minuti per controllare le mail.

I danni di questa connessione perenne sono tantissimi.

Ricerche recenti indicano che moltissimi incidenti, circa il 75% del totale, sono dovuti alla distrazione (c’entrerà mica anche il cellulare?).

Nikken e Schols (2015) hanno verificato che l’uso costante del cellulare, per reperire informazioni, giocare, commentare ecc., incide fortemente nell’età evolutiva incrementando in modo significativo la disattenzione.

Frith e Kalin (2015) e Özkul e Humphreys (2015) hanno verificato, attraverso diversi studi, che il reperimento così rapido delle informazioni incide negativamente sulla memoria: in altre parole, avendo sempre a disposizione una banca praticamente sconfinata di informazioni, la rete, viene inficiata la nostra facoltà di recuperare in modo autonomo quelle che abbiamo già accumulato.

Beland e Murphy (2014) nei loro studi indicano un collegamento sostanziale tra l’uso costante dello smartphone e la difficoltà di apprendimento dei ragazzi rispetto alle performance scolastiche. Anche qui l’uso eccessivo del cellulare implica una diminuzione delle proprie capacità cognitive.

Che cosa fare per allentare la presa rispetto alla connessione perenne?

1) Cambiare l’abitudine di connettersi appena svegli. Probabilmente è la prima cosa che facciamo: ci alziamo e controlliamo mail e notifiche dai social. È sbagliatissimo perché in questa maniera diamo subito al cervello un input che poi si ripeterà a cicli sempre più stringenti, cioè ricontrolleremo di continuo e più volte il cellulare. Possiamo allora decidere di controllarlo prestabilendo noi degli orari specifici prima: tipo alle 10, alle 16, e alla sera prima di cena, alle 20. Stabiliamo un patto salutare con noi stessi, procrastinando ad orari prestabiliti il controllo globale dei nostri collegamenti digitali attraverso lo smartphone.

2) Invece di trovare la solita scusa della noia per trastullarci inutilmente con notizie e fatti altrui che non alla fine non ci interessano, e che ci portano solo un gran mal di testa, se dobbiamo aspettare in fila in qualche ufficio oppure fare un viaggio in treno, leggiamo un buon libro. Il cervello ringrazierà.

3) Concediamoci un giorno alla settimana solo per noi, ovviamente non lavorativo, nel quale spengiamo tutto: cellulare, radio, televisione, pc. È dura lo so, ma è importantissimo inviare al cervello nuove abitudini mentali e comportamentali capaci di innescare l’idea che siamo in grado di stare senza connessione anche per molto tempo. O comunque per più tempo rispetto al solito. Possiamo cominciare programmando una disintossicazione totale per un’ora al giorno, sempre nei giorni di festa. Poi 3. Poi 10. E via di seguito. Sperimentiamoci, apprezzando tutte le sensazioni e le emozioni che magari abbiamo dimenticato perché assorbiti e distratti tutto il giorno dal nostro cellulare. Possiamo agevolare questo processo di disintossicazione giornaliera dal digitale attraverso una bella passeggiata nei boschi, oppure facendo un giro in macchina in una città che non abbiamo mai visitato.

4) Come abbiamo detto, la connessione costante implica una continua distrazione, e quindi una incapacità di sperimentare pienamente l’attimo vissuto e goduto pienamente. Una pizza, una battuta con un amico, il suo sguardo, i particolari di un paesaggio. Occorre dunque riallenarci ad “essere presenti”. Lo so, è una espressione inflazionata, essendo una delle affermazioni più sbandierate dalla new age. Tuttavia, ritengo sia davvero un esercizio importantissimo focalizzarsi sul momento presente. Essendo counselor e trainer di training autogeno, ho praticato io stesso diverse tecniche e ho aiutato tante persone in questa pratica di centratura di sé. Fondamentale per rigenerarsi e gestire al meglio la propria vita.

Esercizio semplice. Durata: 1 minuto. 

Come ho detto, spegni tutto, telefono, internet, televisione, iPhod. Guarda fuori dalla finestra e osserva le nuvole nel cielo. Guarda i loro disegni, le forme, le sfumature e il movimento, senza concentrarti su altro per 1 minuto. Se inizi a pensare ad altro entro quel minuto, ricomincia daccapo. Riaccendi tutti gli apparecchi e nota come ti senti. Poi rifai l’esercizio una volta al giorno notando come ti senti prima e dopo averlo fatto.

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