La crescita personale tra la ricerca di certezze e il senso di insicurezza

10 Marzo, 2019

Ricerchiamo sempre un certo senso di sicurezza nella nostra vita, di
stabilità, di certezza.

Nelle relazioni, nel lavoro, nella vita di tutti i giorni.

Questo perché, senza questa stabilità è quasi impossibile fare delle
scelte, tentare di realizzare un progetto, promuovere un’impresa, raggiungere
un obiettivo, e via di seguito.

Tuttavia ogni scelta, progetto o obiettivo raggiungibile, implica sempre
una componente di rischio e di indecisione. E quindi di incertezza.

In altre parole possiamo avere le “spalle coperte” in qualche
modo, economicamente o affettivamente, ad esempio, di fronte a un cambio di
lavoro o a una relazione amorosa; e tuttavia non potremo mai avere la certezza
assoluta che quel lavoro sarà come ce lo siamo immaginato, o che quella
relazione non cambierà nel tempo.

Ma il punto fondamentale non è tanto la lotta tra la ricerca di certezze,
e l’incertezza costitutiva della vita: quanto l’esercizio della nostra volontà
e la costruzione del senso di autoefficacia all’interno di questa condizione.

Senza accettare ed esercitarsi in situazioni di incertezza, noi non
alleneremo mai le nostre capacità e risorse, il senso di potere personale che
ci aiuta a creare e ad adattarci alla vita, la determinazione e la
perseveranza.

La volontà e l’autoefficacia sono dei muscoli che possono essere
allenati nel confronto con il rischio e l’incertezza, e senza questo confronto
non c’è né crescita né maturazione.

Se ci rilassiamo tutta la vita adeguandoci a una condizione di certezza
e di sicurezza, intese queste come insieme di abitudini e di schemi acquisiti, i
quali si ripetono sempre, ad un certo punto diminuirà la fiducia che abbiamo in
noi stessi nel fare le cose, e dipenderemo sempre di più da tutte quelle
dinamiche personali legate alle nostre zone di confort.

Fino a che non riusciremo più ad uscirne quando ci sarà la necessità di
farlo.

Occorre anche considerare che il rischio fine a se stesso, senza un
minimo di calcolo, può portare al fallimento, il quale di converso sicuramente
non fa bene alla nostra autostima.

Ecco allora che, forse, il segreto sta nell’accettare quella dose minima
di rischio e di incertezza costitutiva della vita, senza per questo scegliere
sempre di pancia, impulsivamente.

Così come è importante ricercare le basi minime per ancorarsi nella
realtà, acquisendo un certo senso di stabilità e sicurezza, senza adagiarsi
comodamente in esse dimenticando il piacere della scoperta, e delle emozioni
provocate da cose mai fatte, da scelte mai osate.

© Omar Montecchiani

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