La svogliataggine e l’effetto Zeigarnik

9 Maggio, 2018

Negli anni 20 del secolo scorso, la psicologa russa  Bljuma Zeigarnik durante un pranzo al ristorante notò un fenomeno particolare: i camerieri che servivano ai tavoli si ricordavano perfettamente i piatti ancora da consegnare, dimenticandosene poi immediatamente dopo averlo fatto. Dopo questa osservazione, la psicologa in questione fece un esperimento nel quale alcuni soggetti dovevano risolvere una ventina di giochi, enigmi e problemi matematici di vario genere. Ogni volta che iniziavano una certa attività venivano interrotti.  Alla fine dell’esperimento risultò che le persone ricordavano perfettamente i compiti interrotti, mentre invece quelli eseguiti scomparivano dalla loro memoria.

E quindi? Che cosa c’entra tutto questo con la mancanza di volontà e di motivazione che mi assale quando devo fare qualcosa? Un attimo di pazienza…

Questo meccanismo di interruzione viene usato da moltissimo tempo in televisione e nel marketing, per far sì che le persone continuino a seguire serie tv o a comprare prodotti, anche dopo anni. Basti pensare ai famosi slogan “to be continued” alla fine di una puntata, o alla promessa di nuovi sviluppi tecnologici rispetto a telefonini, macchine, servizi ecc.

Hai cominciato a intuire il collegamento tra motivazione ed effetto Zeigarnik?

L’idea fondamentale dietro a questo meccanismo mentale è che iniziare un compito significa essere a metà dell’opera. Il punto è che spesso il vero blocco rispetto a questioni legate allo studio, al lavoro, a un obiettivo da raggiungere, o anche cose minime come portare fuori la spazzatura o rimettere a posto la camera, è legato al fatto che ci facciamo schiacciare dal pensiero di portare a termine l’intero compito da zero, e a partire da condizioni ideali di svolgimento. Il silenzio per studiare, un alto livello di energia per lavorare, la mente sgombra dai pensieri, il tempo a disposizione per fare tutto quello che vorremmo o dovremmo fare (il tempo che non si trova è una delle più grosse e intramontabili balle che ci raccontiamo, ricordiamocelo), e via di seguito.

Non si avranno mai le condizioni perfette, il tempo perfetto, l’ambiente perfetto, lo stato interiore perfetto. L’ho sperimentato tante volte: quello che è importante è iniziare. Dopodiché, entro certi limiti, l’effetto Zeigarnik potrà aiutarci a portare a termine il compito.

 

© Omar Montecchiani

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