L’incontro che cambia: ascoltare gli altri senza giudicarli

9 Maggio, 2018

Una delle condizioni fondamentali per ascoltare ciò che gli altri vogliono dire dal loro punto di vista, è l’assenza di giudizio. La sospensione del giudizio (epoché) rappresenta sicuramente la chiave, una delle chiavi, per incontrare la visione del mondo dell’altro in tutta la sua autenticità e realtà, seppure attraverso altri filtri personali come potrebbero essere i nostri sensi, le nostre percezioni, e la nostra stessa visione del mondo.

Il punto è che esistono sempre dei filtri. Ma mentre alcuni ci aprono alla vita, al mondo e agli altri, altri filtri ci chiudono a nuove esperienze possibili relegandoci nelle nostre zone di confort, ci obbligano a trovare vecchie soluzioni per nuovi problemi, finendo per spegnere qualunque sentimento vitale. Nel mio mestiere di counselor specializzato in PNL, utilizzo spesso delle modalità comunicative per sbloccare questi schemi e permettere ai clienti di aprirsi a nuove realtà e soluzioni rispetto alle problematiche incontrate.

Se la nostra visione dunque è in qualche modo depurata della sfiducia a priori rispetto all’altrui prospettiva, dei pregiudizi nei confronti di chi magari a un primo impatto potrebbe apparirci antipatico, odioso, aggressivo o indifferente, possiamo incontrare l’altro in quanto altro.

Questo può portarci non solo ad aprire la nostra esistenza a nuovi modi di essere, farli nostri e quindi crescere; ma anche a far si che l’altro si senta compreso e non giudicato per quello che è, senza alcun giudizio o critica nei suoi confronti. È possibile così migliorare la propria condizione, ma anche quella degli altri attraverso una comunicazione più efficace.

Qualsiasi giudizio è un pre-giudizio. Esistono pregiudizi rispetto alle diverse nazionalità, ma anche morali, culturali e religiosi; pregiudizi determinati dai ruoli che interpretiamo solitamente nelle nostre relazioni familiari, pregiudizi rispetto ai gusti degli altri che sono diversi dai nostri, oppure semplicemente pregiudizi che nascono “a pelle” come si dice in gergo. L’altro ci è antipatico a prescindere, perché magari sotto sotto ci ricorda qualcuno che ci ha fatto un torto, in una situazione in particolare.

In che modo sospendere il giudizio per poter filtrare nel miglior modo possibile, cioè consapevolmente, ciò che ci è utile prendere della comunicazione dell’altro da ciò che non lo è?

Uno dei modi possibili è quello di predisporci in uno stato di curiosità nei confronti altrui: in altre parole al filtro-che-chiude del pregiudizio, sostituiamo il filtro-che-apre della curiosità. Oppure della meraviglia: oggi ho deciso di meravigliarmi di fronte a ciò che l’altro ha da dirmi: mia madre, mio padre, un amico, un partner, apprezzando e valorizzando ogni sua parola perché ogni persona ha un valore in sé, così come ha un valore in sé ciò che ha da dire.

Un’altra strategia è quella di restare semplicemente in ascolto, come se si “registrasse” quello che gli altri hanno da dire: come fossimo scienziati che osservano i fenomeni che poi andranno ad analizzare, restiamo in ascolto delle parole e del modo di porsi dell’altro. Si chiama ascolto fenomenologico. È un’operazione molto difficile questa, perché richiede una distanza emotiva complessa da applicare, ma anche necessaria a volte per restare calmi e centrati di fronte a persone che sappiamo possono provocare in noi reazioni sgradevoli: rabbia, paura, frustrazione, ecc.

A un livello ancora più complesso c’è l’ascolto empatico, nel quale noi sospendiamo il giudizio sull’altro e su ciò che dice, ma non prendiamo le distanze da ciò che proviamo mentre parla. Anzi: gli facciamo capire che lo stiamo comprendendo esprimendo quello che sentiamo come reazione alle sue parole, ma dentro di noi “separiamo” il nostro sentire dalle parole che dice, le quali a un’altra persona potrebbero evocare altri sentimenti e reazioni emotive.

Spero che questo articolo ti sia stato utile e ti invito se vuoi a visitare il mio sito, a conoscere le mie attività, e a lasciare un commento. Mi farà molto piacere ascoltare la tua opinione!

 

© Omar Montecchiani

 

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