Perché la coppia scoppia?

17 Novembre, 2019

I dati non mentono. L’istat ha calcolato che dal 1991 in Italia sono in calo i matrimoni, mentre i divorzi sono letteralmente quadruplicati.

I motivi di quella che potremmo chiamare “crisi” della coppia, o semplicemente una sua possibile evoluzione antropologica la quale ha bisogno di tempo per cementarsi, lasciando depositare gli elementi in via di elaborazione, possono essere tanti.

Sicuramente ci sono motivazioni culturali e sociali, che tutti noi conosciamo.

Ad esempio il cambiamento del ruolo della donna nella famiglia, e la disgregazione dell’idea stessa di famiglia; l’evaporazione delle convinzioni e dei valori tradizionali; la crisi economica; il narcisismo sociale; le nuove forme di relazione affettiva; i social, e via di seguito.

Potremmo proseguire a lungo.

Tuttavia, quelli che voglio sottolineare qui sono tre dei motivi intrinseci al legame di coppia stesso (e che vengono lamentati con maggior frequenza dai clienti che vengono da me in studio), i quali hanno più a che fare con il modo errato che abbiamo di rapportarci all’altro rispetto a una buona e durevole “relazione di coppia”.

Vediamo il primo.

Uno dei motivi per i quali una coppia non regge, è che quando si è in due ci sono esigenze differenti le quali possono portare a posizioni ostinate e contrarie, in cui i partner si scontrano mantenendo le loro reciproche pretese senza muoversi di un solo passo verso l’altro.

Se si vuole risolvere la cosa evitando atteggiamenti infantili capaci di portare a sentimenti di rancore e di indifferenza, occorre trovare un punto di compromesso in cui entrambe le parti si sentono rispettate e riconosciute nei loro reciproci bisogni.

In altre parole, bisogna che entrambi i partner vincano (strategia win-win) di modo che sia possibile soddisfare almeno parzialmente ciò che ognuno desidera, evitando in questo modo il voler negare all’altro il suo diritto a esprimersi e rinchiudendoci nella nostra piccola e soffocante bolla egoistica.

L’altro aspetto è quello della questione dei confini.

In una coppia “sana” devono convergere bisogni, desideri e progettualità comuni, in cui si fanno le cose insieme e si condivide uno spazio e un tempo per la sessualità, l’affetto, e lo scambio di opinioni. Così come l’organizzazione della casa o la responsabilità dell’educazione dei figli.

Ma è anche vero che, senza uno spazio e un tempo dedicato alla privacy di ognuno, alla propria solitudine e al silenzio, o alle proprie piccole passioni, può sopraggiungere una sensazione di mancanza di libertà e di soffocamento, di privazione della propria indipendenza, capaci di minare profondamente il rapporto amoroso. 

Se non c’è il rispetto per lo spazio privato di ognuno, emerge un risentimento nei confronti dell’altro che si trasforma lentamente in odio, il quale a sua volta degrada il sentimento amoroso e quindi il legame stesso.

Il rapporto si appiattisce e scivola nella messa distanza dell’altro, promuovendo il raffreddamento emotivo.

L’altro aspetto fondamentale è la comunicazione all’interno della coppia: un argomento che richiederebbe un libro a parte.

Quando si ha una certa confidenza con l’altra persona, spesso ci diventa più facile accusare l’altro di ciò che invece è solo una nostra responsabilità.

Pensiamo al classico “È colpa tua!”, elargito a volte in maniera fin troppo facile.

Questo succede perché ci aspettiamo che l’altro ci sostenga e si prenda cura di ciò che ci riguarda, sempre e in ogni momento. Ritorna qui la questione dei confini e dell’individualità nella coppia, ma sotto un’altra forma.

Anche se l’altro può avere delle responsabilità in ciò che succede dentro e fuori dalla coppia, una comunicazione di questo genere se ripetuta e prolungata può logorare un rapporto.

Il rispetto reciproco si trasmette anche e soprattutto attraverso il linguaggio, e quindi anche quando si litiga “occorre saper litigare bene”, come dico sempre.

Essere assertivi, esprimere i propri bisogni e aspettative, ma senza scadere nell’insulto, nelle accuse, e nelle frecciatine gratuite, ad esempio, può aiutare a mantenere un buon equilibrio nonostante i litigi e le incomprensioni.

Se quello che arriva non è un attacco gratuito e infantile, ma il dolore di una aspettativa tradita, che richiama alla responsabilità reciproca senza offendere, è molto probabile che chi è in “torto” possa venire incontro al proprio partner per riparare all’errore.

Naturalmente nel mio lavoro di counselor mi occupo anche di questo tema, e quindi vuoi chiarire o risolvere una relazione che ti sta a cuore scopri i recapiti ai quali puoi contattarmi, cliccando sulla pagina “contatti“.

Se riterrò di poterti aiutare, ti proporrò di lavorare insieme in un percorso di sviluppo personale.

 

© Omar Montecchiani

 

 

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