Più abbiamo tempo, meno abbiamo tempo

26 Aprile, 2019

Più abbiamo tempo, meno abbiamo tempo.

È un grande paradosso questo, con il quale dobbiamo fare i conti.

La tecnologia fa sì che le nostre attività quotidiane possano essere sbrigate in tempi sempre più brevi.

Fare una telefonata, mandare una mail, un messaggio, stampare qualcosa, impostare un progetto, programmare un evento: queste sono mansioni che oramai vengono smaltite in modo semplice e veloce.

Quindi in teoria dovremo avere più tempo a disposizione durante la nostra giornata, da dedicare a cose piacevoli svolte con lentezza, alle relazioni sociali, o addirittura a non fare nulla.

Eppure non è così.

Perché?

La tecnologia ci fornisce i mezzi per accorciare i tempi di produzione, per spostarci da un luogo a un altro, e per comunicare a una velocità istantanea.

Tuttavia, allo stesso tempo, tendiamo a produrre sempre di più, a spostarci sempre di più, e a comunicare in modo compulsivo. Anche quando non abbiamo niente da dire.

Questo ci porta a saturare tutti quegli spazi di tempo morti, che in realtà dovrebbero aumentare man mano che la tecnologia aumenta le sue potenzialità e complessità.

È un fenomeno davvero curioso.

Quanto più tempo potremmo avere per dedicarci a noi stessi, agli altri, al piacere, al non fare niente, tanto più aumenta la sensazione che il tempo ci sfugga di mano.

Le ore volano sotto i nostri occhi, e le giornate sono diventate come le pagine di un libro che sfogliamo velocemente.

Il fare, sostituendo l’essere, accorcia il tempo vissuto comprimendolo fino allo spasimo.

Questo ci porta a una eccitazione costante che ci fa sentire confusi rispetto a ciò che vogliamo veramente, ansiosi, stressati, e perennemente stanchi.

Come sostiene il padre della bioenergetica Alexander Lowen, l’iperattività rappresenta una modalità per sfuggire alle sensazioni che provengono dal corpo.

Dobbiamo quindi fermarci e ascoltarci.

Stare con il corpo significa rimanere nel qui ed ora, percepire l’attimo presente, e quindi recuperare una centratura capace di renderci più forti e stabili rispetto alla velocità cui la vita moderna ci spinge.

Rispettare i ritmi naturali del proprio corpo significa rispettare la propria vita, e quindi i tempi più adatti per vivere le cose in modo più armonioso.

Ti offro quindi una piccola meditazione corporea, per ritrovare pace e serenità, e per riuscire a stabilizzarti interiormente.

Durata: 10 minuti

  • Sdraiati a terra e appoggia bene i palmi delle mani sul materassino ai lati dei tuoi fianchi.
  • Lascia che i tuoi pensieri scorrano liberamente.
  • Percepisci il peso del tuo corpo a terra, e tutti i distretti corporei che vengono toccati dall’aria e dai vestiti.
  • Ora, senza forzare nulla, di al tuo corpo queste parole in modo dolce e delicato: “Mi hai servito per tanto tempo, hai lavorato per me così a lungo, e ora ho deciso di ascoltarti e rispettarti con tutto me stesso”. Puoi proseguire dicendo al tuo corpo questo mantra: “Sei la mia casa, il mio tempio, il mio essere. Sei la mia fonte di saggezza, la mia energia, e in te è racchiuso il mio desiderio di vivere”.
  • Dopo che hai ripetuto qualche volta queste frasi, puoi tornare alle tue sensazioni corporee, muovere le mani e i piedi, e riaprire gli occhi.

Ti ricordo che questa settimana è uscito il mio nuovo libro sulla bioenergetica, dal titolo “L’energia del corpo. La bioenergetica per migliorare la propria vita”, Edizioni Enea.

In questo libro potrai trovare tantissimi esercizi corporei, dedicati al miglioramento personale, al benessere, e allo scioglimento delle tensioni somatiche.

Ci sono foto, spiegazioni dettagliate e tecniche di diverso tipo, descritte in modo semplice e pratico per dare modo a tutti di potersi esercitare tranquillamente a casa.

Ti invito dunque, se vuoi, ad acquistarlo, e a scrivere una recensione nei diversi bookstore online per farmi sapere se ti è piaciuto.

 

 

 

© Omar Montecchiani

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