Una coppia felice è una coppia che sa ridere di se stessa

15 Ottobre, 2018

Dopo il periodo dell’innamoramento, nel quale l’euforia e la gioia dell’amore, della novità e del sentimento che rende tutto rosa e fiori, è quasi inevitabile che cominci un periodo di instabilità dovuto all’emergere dei “difetti” reciproci dei rispettivi partner.

In questa fase di “assestamento” ognuno si rende conto della realtà effettiva del carattere dell’altra persona: delle sue abitudini e temperamento, delle piccole fissazioni che compongono la sua vita.

Dei suoi comportamenti e valori, ma anche delle idee a volte un po’ irrazionali.

In questo periodo, che può durare qualche mese o anche di più, la coppia deve riuscire a integrare, se vuole proseguire nel rapporto, le esperienze brucianti dell’innamoramento, le condivisioni, lo scambio sessuale e sentimentale, la bellezza delle intuizioni delle profondità e del dolore dell’altro, con il ritiro delle proiezioni. Il quale avviene in modo naturale e inevitabile.

L’idealizzazione dell’altro, la sua perfezione, fascino, carisma ed eccellenza umana, lentamente svaniscono per lasciare il posto ad una sua definizione caratteriale più concreta e reale.

Appare quindi quella fetta di imperfezione che inizialmente aveva coperto di un manto dorato il partner.

Qui gioca un ruolo fondamentale la leggerezza che si sprigiona dalla capacità di ironizzare su questa “imperfezioni”: del prendersi in giro teneramente, “giocando” con i “difetti” dell’altro.

Ridere insieme delle piccole abitudini, anche assurde, di ciascun partner, è fondamentale per non fare di tutta l’erba un fascio buttando alle ortiche una storia d’amore sviluppatasi a partire da un sentimento comunque autentico, attraverso il quale ognuno ha dato anima e corpo all’altro. 

Ma anche per saper gestire all’occorrenza i piccoli conflitti che possono avvenire in un rapporto.

Ciascun partner si è messo in gioco nell’incontro, si è reso responsabile e ha rischiato il suo cuore per l’altra persona.

Saper ridere reciprocamente sulle imperfezioni caratteriologiche dell’altra persona non significa denigrare o sminuire la sua intelligenza e individualità: significa viceversa sapergli trasmettere, attraverso una certa tenerezza, capacità di comprensione, e maturità, l’intenzione di continuare a progettare la propria vita e di vivere insieme, anche a partire da quei lati ombra, i quali impreziosiscono piuttosto che svalorizzare la nostra visione di lui/ei.

La impreziosiscono perché rendono appunto la persona più reale, più autentica, più vera.

Il giocare con l’altro sui reciproci difetti, implica tuttavia una capacità di autoironia non indifferente.

Se non sappiamo accettare chi scherza su di noi, se non siamo noi i primi a non prenderci sul serio, ogni battuta ci sembrerà un affronto, una ferita inferta al nostro orgoglio.

Questo potrebbe produrre con il tempo, all’interno di coppie nelle quali tuttavia c’è già un raffreddarsi dei sentimenti sostanziale, oppure una incompatibilità di fondo, sentimenti di odio e di rancore nei confronti dell’altro.

E persino le cose belle che abbiamo amato in lui/ei cominceranno a infastidirci. Tutto diventerà una scusa per litigare e per chiudere la relazione.

Lo spazzolino messo male, un sorriso di assenso scambiato per uno sfottò, un regalo non apprezzato come desideravamo, e via di seguito.

 

© Omar Montecchiani

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